FUOCHI-SELINUNTE
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L’ARTE DEI FUOCHI ARTIFICIALI (1 / 4)

Dai falo’ al salnitro Il fuoco ha sempre rappresentato per l'uomo una doppia simbologia:forza creatrice, ma anche elemento distruttore, segno di paura e strumento di offesa in occasioni belliche.

Le prime testimonianze di fuochi accesi per la gioia dell'uomo risalgono al 479 a. C. Per festeggiare la sconfitta dell'Impero Persiano nella battaglia di Platea, Atene dispose lungo circa 120 paesi diversi, una serie di giganteschi falo’ mentre Paolo Emilio dopo la battaglia di Pidna nel 168 a.C., che vide la conseguente conquista della Macedonia, brucio’ in un gigantesco e macabro rogo le spoglie dei vinti.

Era sempre il fuoco l'elemento centrale intorno al quale si realizzavano molti cerimoniali. In Francia, ad esempio, molte danze si riferiscono al culto del fuoco: le piu’ antiche sono i "brandons" (fiaccola di paglia attorcigliata) e quella di S. Giovanni, la cui festa popolare piena di leggende e superstizioni era celebrata il 24 giugno.

Si narra che in questa notte vi si concentrasse il massimo dell'infezione atmosferica e che gli spiriti maligni acquistassero una maggiore forza, moltiplicando la possibilita’ dell'uomo di essere colpito da morbi e da disgrazie. I contadini percorrevano con le loro fiaccole i campi fino all'alba,alternando canti, scongiuri, preghiere, minacce di bruciare alberi o animali poco produttivi, per essere preservati durante l'anno dall'insolazione, dal malocchio e dalle infezioni.

Con il passare dei secoli la forza del fuoco, non piu’ sufficiente a sollecitare l'immaginazione dell'uomo, fu utilizzata per scopi ben piu’ pratici. I primi interventi per amplificare e convogliare la potenza delle fiamme furono applicati nella maggior parte dei casi in campo bellico. Nella storia antica molte le testimonianze descritte: per incendiare le fortificazioni di legno nemiche, Enea il Tattico (360 a.C.) utilizzava una specie di proiettile infuocato composto da un involucro contenente un miscuglio di segatura, pece, incenso e zolfo e dotato di acuminate punte di ferro, mentre nel 769 d. C. Callinico con macchine costruite sul modello della balestra lanciava sul nemico dei vasi in terracotta contenenti il cosiddetto "Fuoco Greco", una miscela di resina, catrame, oli grassi vegetali e nafta.

Siamo ancora lontani dalla scoperta di sostanze esplodenti. Anche se molta bibliografia attribuisce ai Cinesi l'uso del salnitro, furono gli Arabi invece che, all'inizio del XII secolo, facilitati dai rapporti che mantenevano con la Cina, trattarono la scoperta in maniera rigorosamente scientifica, ne studiarono la combustione e le proprietà propulsive che utilizzarono per la fabbricazione di proiettili a forma di frecce, sparati a distanza da canne di metallo o per rudimentali carri incendiari da lanciare nella mischia della battaglia. La miscela giusta, ciò nonostante, non si può accertare con sicurezza a quando e a chi fra Arabi o Cinesi, per la prima volta fece uso del salnitro, elemento essenziale per la preparazione della polvere pirica.

 

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